organizzazione internazionale per la cooperazione sanitaria, la ricerca, la cura, il trasferimento di know-how e la creazione di un network di eccellenza per sconfiggere le malattie ematologiche nel mondo
Home / Ematologie a Roma
Ematologie a Roma
Dall’inizio dell’attività di IME – Malattie Ematiche sotto la direzione scientifica del Prof Franco Mandelli (2004) sono stati accolti e curati 76 pazienti affetti da malattie ematiche prevalentemente leucemie e linfomi selezionati da liste di pazienti fornite da medici del paese di provenienza dopo un primo screening in loco effettuato dalla Dottoressa Anna Maria Testi.
I pazienti provenienti sopratutto da Iraq e regione autonoma del Kurdistan nel Nord Iraq, sono stati assegnati dal prof. Mandelli alle Ematologie di cinque strutture romane: Policlinico Umberto I, Ospedale S. Camillo, Policlinico Tor Vergata, Ospedale S. Giovanni, Ospedale S. Eugenio, secondo criteri di competenza dei singoli centri.
La permanenza dei pazienti varia da poche settimane a pochi mesi fino a periodi molto più lunghi, specie quando devono essere effettuati trapianti di cellule staminali.
La maggior parte dei pazienti è in età pediatrica. I pazienti sono seguiti in regime di ricovero o di day hospital. I pazienti e loro accompagnatori sono alloggiati in residenze di accoglienza, a cura di IME. Una assistente sociale segue il percorso dei pazienti sia dal punto di vista burocratico che assistenziale.
L’attività di IME però non si limita a curare i pazienti in loco ma segue il loro iter anche quando rientrano nel loro paese dove vengono monitorati a distanza fino all’ eventuale ritorno per il follow up. I medici curanti di Roma aggiornano il prof. Mandelli periodicamente sullo stato di salute dei pazienti.
Inoltre IME sta sponsorizzando progetti di ricerca clinica, uno dei quali riguardante un’ analisi dell’assistenza domiciliare confrontata con quella ospedaliera, utilizzando una nuova cartella clinica realizzata grazie alla collaborazione con la Fondazione ISTUD.
IME ha già ospitato e ospiterà medici iracheni e della regione del Nord Iraq per un aggiornamento sulle problematiche dei pazienti ematologici in modo che possano rendersi sempre più autonomi nella cura dei pazienti nei loro paesi.